Qualcosa di nuovo (o palesemente vecchio) a far luce sul Porto

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Nasce la Commissione consiliare conoscitiva. Scoprirà cosa si cela davvero dietro l’immobilismo e riuscirà a smuovere il fermo del cantiere?

 

DIAMANTE (CS) – È pronta a vedere la luce una Commissione consiliare d’inchiesta sul porto di Diamante. A quattro anni dall’ultimo tentativo di sbrogliare la matassa (il ‘Comitato d’interesse permanente sul Porto’ del 2013, mano a mano sbiadito) questa volta la composizione consiliare, assicurano da Palazzo di Città, avrà natura conoscitiva sulla “situazione del porto, fermo da troppo tempo, con grave discredito dell’immagine del paese”. Questa nuova Commissione sarà composta da un totale di 3 membri (uno per ogni forza di governo) e avrà carattere temporale di 30 giorni dall’insediamento, con una relazione finale da presentare al Consiglio Comunale a suggellare la fine dei lavori.

Dribblando le iniziali polemiche circa la composizione della Commissione (fissato in principio in numero di 5 membri dal ‘Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale’) e ritornando sui propri passi dopo l’iniziale no del settembre scorso ad una novella Commissione, Per Una Diamante Migliore ci tiene a precisare: “Non faremo sconti a nessuno, soprattutto e prima di tutto ai politici locali che ci hanno trascinato in questa situazione nel 1999 regalando l’attuazione del progetto alla Regione Calabria, delegando più recentemente alla Regione Calabria l’appalto dei lavori a terra ed a quelli che in questi anni ci hanno logorato e stufato con annunci, conferenze stampa e improbabili delibere”. E riguardo l’azione di accertamento della nascente Commissione sottolinea di voler “attribuire delle responsabilità, perché in questi anni non tutti hanno ricoperto la carica di Sindaco, non tutti hanno ricoperto la carica di Assessore ai Lavori Pubblici”.

Dal canto suo con una lettera indirizzata al Presidente di Giunta Mario Oliverio e al RUP ing. Zinno del Dipartimento Lavori Pubblici e Infrastrutture (lo stesso che, esattamente 2 anni fa, insieme ai dirigenti Iritani e Pallaria firmava l ‘Approvazione variante aggiuntiva e  schema del contratto aggiuntivo’) il sindaco Gaetano Sollazzo richiama la Regione al rispetto della ripresa dei lavori che in verità mai avvenuta da svariati mesi all’interno dell’area portuale. Secondo il sindaco, il danno per la città è immane sia in termini patrimoniali che non, anche in virtù del fatto che l’area oggetto dei lavori (o presunti tali) è stata in pratica sottratta alla collettività. “Mi preme evidenziare come in data 5.9.2016  la ATI affidataria dell’esecuzione delle opere in oggetto abbia sottoscritto sia il verbale di ripresa dei lavori delle opere principali a seguito del progetto di variante migliorativa che il verbale di consegna delle opere complementari” dichiarando inoltre: “Benché sia decorso oltre la metà del periodo previsto per l’ultimazione dei lavori – 720gg naturali e consecutivi dalla data di consegna– non pare siano state realizzate lavorazioni utili al completamento delle opere nel rispetto dei termini convenuti pur non ravvisandosi ragioni ostative  che ostacolino l’esecuzione” .

 

E se fossero altri i motivi sottesi all’immobilismo dei lavori

Ma forse a ben vedere le ragioni ostative, come le chiama il sindaco, sono lì sotto gli occhi di tutti e bisogna solo fare un passo indietro e ritrovarle nel decreto regionale dell’approvazione della variante citato in precedenza: bisogna capire, cioè, se a seguito del progetto di variante rientrino nelle possibilità finanziarie del concessionario i 5mln 613,000 euro aggiuntivi rispetto alle cifre iniziali che il privato credeva di stanziare (fermi restando i poco più di 2 milioni di euro provenienti dalla Regione). Variante di progetto che, sempre sponda privato, ha di fatto schizzato alle stelle il business plan dei lavori (valore complessivo della variante passato a 11mln 54 mila euro circa).

La Regione resta appartata, in un angolo, a vedere i due contendenti scontrarsi sul ring; e non le importa ritagliare un abito su misura per il porto di Diamante, sebbene in estate abbia usufruito dell’ombrello dei POR per avviare un iter di finanziamento di diverse realtà portuali della regione con 5 milioni a progetto, come le vicine Cetraro e Belvedere, anche se a lungo termine. Si è vista bene, la Regione, dall’estendere il bando anche a quei porti non ancora funzionanti, e forse non le interessa manifestarsi troppo nella questione porto. Occhio inoltre ad un altro aspetto: dei circa 2 milioni messi a disposizione dalla Regione, la metà “sono a valere sulla quota comunitaria” mentre la restante (1,032,913 euro) che investirà, si configurerà “mediante contributo costante di durata ventennale di 83,449 euro decorrente dall’esercizio finanziario 2008 finalizzato alla contrazione di un mutuo con la cassa DDPP della durata massima di 20 anni”. Va bene, parliamo di molti anni ancora, ma di questo passo…

Sono solo delle ipotesi al momento, e sarà di certo compito della nuova Commissione avere l’occhio lungo e capire quale sarà il futuro del porto, in origine dipinto come opera avveniristica, ripetuto come un mantra, da troppi anni invece con le sembianze dell’ecomostro. In vista delle modifiche di variante intanto è stato accordato l’ampliamento dei termini della concessione a 35 anni per la gestione dell’approdo, ma non si muove un masso. Anzi il cronoprogramma fornito dalla ditta appaltante è molto poco rassicurante perché il ritardo è spaventoso: per lo scorso ottobre erano previsti, a titolo di esempio, il completamento del molo di sopraflutto, il quasi completamento del molo martello e la ripresa della realizzazione dei servizi e gli impianti a terra (vedi cronoprogramma riportato in basso). La consegna definitiva, in base alla tabella, dovrà avvenire per agosto 2018.

In mezzo ai flutti, fatalistiche intanto le impressioni di molti cittadini diamantesi. Molti si domandano se molte risposte andranno a riempire gli spazi bianchi dell’impasse in cui versa il porto; e se la Commissione quale ragno dal buco saprà e dovrà ricavare.

 

IL CRONOPROGRAMMA – Quanto manca alla consegna dei lavori?

 

cronoprogramma porto

 

 

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