Peperoncino Jazz Festival, l’accordo del Mibact lo premia

L’importante evento jazzistico calabrese sarà l’unico della nostra regione ad essere accolto sotto l’ala protettiva del Mibact in seno all’accordo con la Federazione Nazionale del Jazz italiano

ROMA – La Calabria è anche terra di eccellenze. Masochista è l’esercizio pratico di notiziare sugli aspetti negativi della punta dello Stivale, ci sono infatti realtà che vanno ben aldilà dei confini regionali. Come, per esempio, il Peperoncino Jazz Festival che ogni anno sceglie percorso musicale sempre più suggestivi e location che risaltano l’arte della melodia. Un evoluzione culturale che non è passata inosservata e da qualche settimana il Peperoncino Jazz Festival (promosso dalla Picanto Records, etichetta made in calabria, e dal suo vulcanico factotum Sergio Gimigliano) sarà l’unico festival musicale calabrese a entrare di diritto nel protocollo d’intesa tra il Mibact e la neonata Federazione Nazionale del Jazz italiano, associazione nata il 13 febbraio che riunisce le quattro sigle del settore: I-Jazz (festival italiani), Midj (musicisti), Adeidj (etichette indipendenti) e Italia Jazz Club (associazione dei club). Il Presidente, l’acclamatissimo Paolo Fresu.  Grazie all’accordo le due parti si impegnano reciprocamente “nel perseguire obiettivi strutturali che vadano a implementare la conoscenza della cultura jazzistica – riconosciuta quale patrimonio comune e momento di crescita del pubblico e dei musicisti – e ne promuovono lo sviluppo e la crescita costante”.

Il ministro dei Beni culturali,  Dario Franceschini, ha puntualiazzato come «questo protocollo che non è generico e che ci impegna con i suoi 12 punti e lo consegnerò al mio successore». Franceschini ha poi concluso: «Costruiamo le condizioni affinché non si torni indietro. L’italia ha molto da imparare dal jazz. Il Jazz ha la capacità di far diventare positive le contaminazioni di genere, il Jazz ha la capacità di fare squadra e soprattutto ha la capacità di guardare al».

 

Di cosa parla il Protocollo sul Jazz

L’accordo tende a coinvolgere le amministrazioni e le realtà locali, le scuole, le zone periferiche, di istituire una giornata nazionale del Jazz italiano e continuare il lavoro sulle residenze d’artista. Il patto inoltre mirerà a diffondere la cultura jazzistica in modo sempre più ampio.

Per Sergio Gimigliano, la firma dell’accordo rappresenta una «Giornata storica per il jazz italiano ma anche per la cultura italiana. Il mondo del jazz ormai fa parte del nostro dna e della nostra cultura ». Un euforico Sergio Gimigliano, direttore artistico del Peperoncino Jazz Festival, che sottolinea dell’accordo la  «capacità di aver messo insieme per la prima volta tutte quelle voci soliste che in questi anni si sono domandati come poter fare di meglio”. Ringrazia, infine, il ministro Franceschini in quanto “il mondo del jazz non ha avuto mai così tanto spazio nel mondo ».

email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *