Spiagge pubbliche, disabile spesso al palo

Cosa dicono legge regionale e piano spiaggia comunale sull’accesso alla spiaggia pubblica per i disabili

 

Sulle porzioni di spiaggia pubblica c’è una giungla di rimandi normativi. L’ombrello legislativo è dato dall’articolo 3 della legge 104/92 dove, riguardo gli accessi al mare per i portatori di handicap, si tiene alquanto generalista per la spiaggia pubblica rispetto quella data in concessione. Complementare alla 104, l’articolo 1, comma 251, della legge 296/2006 recita che “è fatto obbligo per i titolari delle concessioni di consentire il libero e gratuito accesso e transito, per il raggiungimento della battigia antistante l’area ricompresa nella concessione, anche al fine della balneazione”. Qui ci sarebbe da capire se, oltre ai lidi anche il Comune è da interpretarsi come concessionario, di demanio pubblico. Quello che è certo è che le garanzie ai disabili in fatto di accessibilità e fruizione pubblica delle spiagge dovrebbe essere specificato senza fronzoli dalle leggi regionali e dai piani spiaggia comunali (psc) in essa contemplati. La legge regionale 17/2005 sulle funzioni amministrative sulle aree del demanio marittimo “prevede l’obbligo per i Comuni, in sede di adozione del Piano di cui al successivo articolo 12, di assicurare gli accessi a mare, la presenza di servizi minimi sia sulle aree in concessione che su quelle libere, la realizzazione dei percorsi” e “al fine di consentire l’accesso al mare da parte di soggetti disabili, nonché la loro mobilità all’interno delle aree demaniali destinate alle finalità di cui alla presente legge, i concessionari devono predisporre appositi percorsi da posizionare sulle spiagge, sia normalmente che parallelamente alla battigia” (art.15)
Vediamo il Piano spiaggia del Comune di Diamante (2017). In esso risulta “che la popolazione utente il demanio marittimo per altri usi (spiagge libere) è di circa 800.000 unità c.ca” e obbliga i concessionari dei lidi di consentire il libero accesso alla spiaggia attraverso corridoi, ma non c’è traccia di responsabilità sull’accesso alla pubblica. Solo all’art 9 qualche vago riferimento: “al fine di garantire la massima fruibilità pubblica della zona del Demanio Marittimo, il Comune di Diamante persegue l’obiettivo di acquisire all’uso pubblico gli accessi al mare che risultino anche di proprietà privata”. Sulla eliminazione delle barriere architettoniche, ecco il solo art.12: “gli impianti e le strutture aperte al pubblico dovranno essere adeguati alle prescrizioni di cui al terzo comma dell’art. 23 della legge n. 104/1992, predisponendo appositi percorsi da posizionare sulle spiagge, sia normalmente che parallelamente alla battigia”.

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